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Carta d'identità di Elva


Il comune di Elva è posto in un'ampia e aperta conca, posta lateralmente rispetto all'asse della Valle Maira. Questa conca, pur ben definita, è suddivisa amministrativamente in due parti. La frazione più importante appartiene al comune di Elva, metre la parte sud-occidentale è compresa nel territorio di San Michele di Prazzo. Elva confina anche con i comuni di Bellino, Casteldelfino, Sampeyre (posti, questi, in Val Varaita) e Stroppo.
Elva è divisa in una ventina di borgate che sparse nella conca, che conservano preziose testimonianze della vita quotidiana passata e presente, del lavoro e della personalità degli elvesi. Ogni borgata fu edificata rispondendo alle esigenze di pastorizia e agricoltura, in modo da garantire autonomia e risorse a tutte le famiglie del circondario. Forni, cappelle, scuole, mulini erano servizi indispensabili, che si trovavano in diverse aree della conca elvese. Tali strutture restano oggi a memoria di quando, all'inizio del secolo, Elva contava più di mille abitanti, più di 10 volte la popolazione attuale.
Oggi, camminando tra le borgate, si possono ammirare piloni affrescati e dipinti murali, impregnati della fresca spontaneità dei pittori itineranti che lasciavano nelle valli, fino all'inizio del '900, una traccia del loro passaggio.

Un accesso spettacolare

Nei mesi invernali, può ancora capitare che abbondanti nevicate isolino completamente la conca elvese, sebbene diversi accessi siano possibili nella bella stagione. La strada del Vallone merita un'attenzione particolare, per la sua importanza storica, una testimonianza unica delle difficoltà e della perseveranza delle popolazioni di montagna. Gli elvesi fortemente vollero e ottennero, dopo lunghe negoziazioni e con gran sacrificio, l'apertura di questa via, tagliata in una gola impervia tra rocce scoscese. Fu necessario quasi un secolo di tentativi per arrivare al primo sentiero, a strapiombo sul torrente, rubato alla roccia con la forza del piccone. Nel 1934 esso consentì il passaggio della prima bestia da soma, un mulo, che fu festeggiato come un eroe. Tracce di quel sentiero esistono ancora all'esterno delle più recenti gallerie, che dal 1949 permisero un accesso a veicoli a motore. L'asfalto si aggiunse solamente negli anni '70.

La natura, le attività

La vacanza a "l'Artesin" rappresenta l'incontro equilibrato tra paesaggio, natura, e tradizioni secolari. Gli appassionati di escursioni trovano qui il loro paradiso.
Il territorio elvese comprende una straordinaria varietà di flora, fauna e paesaggi, grazie alle variazioni di esposizione e all'estensione in quota: dalle borgate più basse, intorno ai 1400 metri, si sale fino agli alpeggi e alla cima del Pelvo d'Elva, 3064 m. In questo intervallo, si trovano boschi ombreggiati dove si colgono fragole in estate inoltrata, e più su incantevoli lariceti, le grandi praterie fin oltre 2000 metri, e le balze rocciose. Ciò si presta ad una varietà di escursioni, molte di esse alla portata di tutti, alla scoperta degli antichi sentieri (circuito "A spass per lu viol") o delle borgate più lontane. Gli incontri non mancano: dagli scoiattoli alle marmotte... Per i più sportivi, l'anfiteatro di rocce che circonda il lago Camoscere (2663 m) ospita i sentieri a più in quota, che uniscono le cime del Chersogno, del monte Camoscere, della Rocca Marchisa,  del Pelvo. E in inverno, lo sci da fondo vi dà appuntamento in un candido paesaggio.

Uno scrigno, con i suoi gioielli

Al centro della conca elvese, visibile quasi da tutte le posizioni, si trova l'antica parrocchiale di Santa Maria Assunta, che ospita il più famoso ciclo pittorico di Hans Clemer, pittore di origine fiamminga. Il "Maestro d'Elva", dal nome con cui è maggiormente noto, era stato assoldato dai nobili saluzzesi alla corte di Ludovico II (1475-1504), marchese di Saluzzo. Fu proprio nei primi anni del '500, probabilmente dietro commissione di un nobile della Valle Maira, che Hans Clemer salì a Elva.
Oggi si possono ammirare gli affreschi del ciclo delle "storie della Madonna" sulle pareti laterali del presbiterio. La parete di fondo presenta una maestosa "Crocifissione". I restauri avvenuti alla fine degli anni '80 hanno riportato alla luce buona parte dello splendore dell'opera, anche se certi ori e la brillantezza di alcuni colori conferivano certamente un'impressionante maestosità all'insieme.
Completano il quadro i dipinti della volta del presbiterio, probabilmente antecedenti (1470) e di autore anonimo.
Ma la chiesa, di cui si ha notizia fin dal 1300, racchiude nel suo insieme anche altri tesori, più antichi, come il portale scolpito, il fonte battesimale, e il grande arco in pietra, decorato da bassorilievi, che separa il presbiterio dalla navata principale. Altrettanti elementi che testimoniano come Elva abbia superato già anticamente le sue barriere naturali, attirando artisti che hanno lasciato, in un decoro naturale sontuoso, opere uniche nel loro genere.

Per approfondire

Sito del comune di Elva, in Occitano e Italiano: www.comune.elva.cn.it

Notizie su Elva, di D. Dao Ormena: www.vivaelva.it

"Scoprinatura" escursioni guidate di Enzo Resta: www.scoprinatura.info




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